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Alcune note :
Benvenuti nel sito di Pino Gadaleta. L' obiettivo del sito e' quello tra l' altro di avere informazioni sul ceppo Gadaleta e di passare ai posteri alcune informazioni in mio possesso, dopo accurate analisi di ricerca sulla storia del medioevo in Puglia e in particolar modo nella Provincia di Bari, la mia citta' ........
Tutto qui. Spero di aver fatto un buon lavoro (non ancora finito ...).
Commenti sono ben accetti.

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Benvenuti nel sito di Pino Gadaleta.
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Mi ha divertito ricercare le origine del mio cognome : Gadaleta.
Una famiglia di cui si trova traccia in alcuni documenti angioini di Carlo I (1260 ) per via di un prestito di 100 once d'oro al sovrano impegnato nel Sud dell' Italia per combattere gli Svevi. Sembra che la famiglia Gadaleta fosse di origine fiamminga. Invero, nelle mie ricerche, ho trovato anche un certo Gadaleito, giudice longobardo dalle parti della Daunia.
La mia, preciso, e' solo curiosita' storica, perche' l' araldica oggi si e' trasformata in un business. La nobilta' e' solo nell' anima; nella maggior parte dei casi, i nobili erano predatori legalizzati dalla legge del piu' forte. C' e' ben poco da vantarsi da simili discendenze ! Sovrani compresi. Il fatto che ancor oggi la storia di nobili e sovrani trovi una restaurata mitologia, mostra ancora che non siamo ancora perfettamente evoluti, democraticamente disquisendo. Avvertiamo l' esigenza di avere un mito di riferimento, come e' per esempio, per noi pugliesi Federico II, il costruttore di Castel del Monte, il puer apuliae, lo stupor mundi, mitico imperatore svevo. |
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Padre di due figlie che non avevo ancora 25 anni, mi sono ritrovato a far di conto con le esigenze proprie di una famiglia. Le figlie non mi hanno mai dato particolari problemi, ma non so giudicarmi se la mia paternita' sia stata la migliore possibile.
Come sempre si puo' far di meglio, e c' e' sempre qualcuno piu' bravo.
Mia figlia Annalisa e' la più piccola, laureata in filosofia con una tesi ove dimostra che l' Europa non c' e', e se c' e', non dovrebbe essere quella
dell' euro ( in questo sito c' e' un suo scritto sull' argomento ).
E' sposata con un fiammingo, di nome Koen di Bruge ( Koen = Corrado come il santo protettore di Molfetta città d' origine dei Gadaleta, che coincidenza ! ) e vive a Bruxelles dove si occupa di economia sociale per l' amministrazione di parte fiamminga del Belgio. Ora e' alla prese con quanto sia differente dalle teorie nella sua realizzazione pratica la differenza nell' intercultura. |
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L' altra figlia, Maria Rita, insegnante pluri masterizzata, e' una tenace combattente contro la precarieta' del lavoro, ( ormai la precarieta' e' divenuto un modello del sistema di vita ).
E' una brava archeologa del neolitico, ma non si occupa di dee madri, essendo gia' lei madre di una bellissima bimba e coniugata con Nicola, un bel ragazzo di origini campane.
La sua tesi di studio ha documentato e catalogato 80 casse di reperti, tale collezione Mayellaro, che e' stata utilizzata per allestire il museo archeologico di Bisceglie, rimediando un bel piatto d' argento come riconoscimento dall' amministrazione di quella citta'. |
Tralasciando ulteriori notizie sulla mia famiglia devo confessare che ha inciso sul mio percorso autobiografico il processo di formazione della strada, essendo cresciuto nella periferia urbana di Bari, e quello informativo scolastico, che sara' pure un bene, ma e' lecito domandarsi quanto questo sia a scapito della creativita'.
Non ci rendiamo conto che questa scuola e' un regime di creativita' a sovranita' controllata; se si esce dagli schemi, se ti va bene, si e' considerati geni, al contrario si rischia l' emarginazione.
A proposito di schemi, per esempio, nella casa in cui abitavo l' inquilina del piano di sopra e quella di sotto mi consideravano "un tipo strano". Cosa che mi ha sempre incuriosito; sara' stato per via del mio hobby della fotografia, preso dall' ossessione del click e della camera oscura per cui tutto era da me fotografato. Hobby che dovette cessare per via di forza maggiore avendo trasformato il bagno in una camera oscura, costringendo i miei familiari ad utilizzare a turno i bagni degli inquilini, appunto del piano di sopra e di sotto.
Sembrero' un tipo banale ? Non lo so; forse perlomeno pari ( o meglio impari ?. lascio a voi il giudizio) a quella dei miei inquilini.
Una volta incanalato nella corrente della "normalità" codificata di questa societa', mi sono ritrovato, dopo gli studi tecnici, in fabbrica a 22 anni. Mi sono adoperato a garantire la sopravvivenza mia e della mia famiglia riparando apparati elettronici per la navigazione di aerei militari.
Non ve la faccio lunga sulle competenze professionali ! Ho cambiato mestiere diverse volte e sono ancora in fase di pieno e fecondo apprendimento.
In quel periodo, sempre per una mia personale valutazione del "bene comune", mi impegnai insieme a tanti miei coetanei, per sconfiggere il nozionismo accademico, lottare per la dignita' del lavoro in fabbrica.
Ovviamente il giusto sta nella parte da cui si guarda. Chi sta a valle vede giusto guardare la maestosita' della montagna; chi sta in cima trova giusto guardare la fecondita' di una valle. Ma salire o scendere dalla montagna e' faticoso; per questo si preferisce la comodita' della propria posizione. E allora perche' Gesu' scelse di declamare le beatitudini dalla montagna ?
Non amo il dualismo : questa visione della vita produce solo ostilita' ed infelicita'. Il dualismo ha prodotto tutte le guerre umane facendo ancor piu' vittime. E nel dualismo, nell' immediato, chi vince e' sempre "il bene" e il perdente rappresenta sempre "il male". Poi il tempo mette in ordine le cose, qualche volta, ma non sempre.
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